Centri per l’impiego? Grazie, preferisco il passaparola!

foto lavoro disoccupatoDa uffici di collocamento a centri per l’impiego, cambia il nome ma non la sostanza. Difficile, se non difficilissimo oggi trovare impiego tramite i servizi pubblici per l’impiego: le statistiche riportano tre casi su 100, fra l’altro tutti appartenenti alle categorie protette. Eppure sono 539 in tutta Italia, con circa 10.000 impiegati che ricevono più di un milione di visite l’anno da parte di disoccupati e inoccupati dai 18 ai 64 anni.

Ancora una volta, nel nostro Paese, è l’iniziativa privata ad avere la meglio e il classico passaparola vale più di ogni iscrizione a un centro per l’impiego: le statistiche aumentano sensibilmente e si registra un successo di 3 occupati su 10 candidati (ovvero di 30 su 100, dati Isfol-Plus 2010).

Dal 2003 al 2007 hanno avuto un grande sviluppo anche le agenzie private per il lavoro, che fungono da intermediari tra domanda e offerta di posti. Si tratta di operatori abilitati attraverso autorizzazione rilasciata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (D.Lgs. 276/2003) e iscritti a un albo informatico. Soggetti pubblici speciali che possono svolgere attività di intermediazione sono anche: le università, le fondazioni universitarie, i Comuni (singoli o associati), le camere di commercio, le scuole di secondo grado, le associazioni sindacali a livello nazionale, le associazioni di diritto privato riconosciute, gli enti bilaterali, l’ordine nazionale dei consulenti del lavoro. Qui le statistiche sono più impietose perché le agenzie, insieme alle scuole, le università e i sindacati raccolgono solo il 7% del collocamento totale.

Un altro 3% di posti si guadagna attraverso gli annunci sui giornali specialistici.

Ne deduciamo che il miglior metodo di collocamento è il contatto con parenti e amici. Oggi è più facile allargare la cerchia delle nostre conoscenze grazie ai social networks e chi è veramente attivo in questo senso (Facebook, Twitter, Linkedin) può aumentare notevolmente le proprie possibilità di inserimento lavorativo. Comunque, poiché siamo del parere che nulla in questo settore vada trascurato, sarà più saggio prendere in considerazione anche quel 10% di possibilità in più che ci offrono i centri e le agenzie.

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