Liti condominiali: a chi compete il giudizio

litiL’ordinanza n. 21582/2011 della Cassazione a Sezioni Unite, relativa alla competenza del giudizio sulle liti condominiali, ha sancito che è il valore della controversia a individuare il giudice competente sul contenzioso. Ovvero le innumerevoli liti condominiali al di sotto dei 5.000 euro di valore vengono presentate al Giudice di Pace, le altre in Tribunale. Fra i casi più frequenti, la controversia con l’assicuratore per il risarcimento previsto dalla polizza globale fabbricati o il decreto ingiuntivo contro un condomino moroso.

Uno dei casi particolari è relativo all’impugnazione della ripartizione condominiale. Questa, solitamente, coincide con la propria quota di pagamento, ma è anche vero che la modifica della quota va ad intaccare le quote degli altri condomini coinvolti nella controversia. A questo punto, chi è il giudice competente? Quello della quota del singolo (minor importo) o quello della somma complessiva da ripartire (maggior importo)? Anche in questo caso a sciogliere il nodo è la giurisprudenza (Cassazione, sentenza n. 1201/2010): è competente il giudice del maggior valore qualora il condomino contesti il suo obbligo a pagare sull’assunto della delibera condominiale che ha ripartito la spesa, mentre qualora il condomino contesti l’insussistenza dell’obbligazione sulla base di un diverso titolo, è competente il giudice del minor importo. La spiegazione è semplice: nel primo caso la contestazione coinvolge una scelta collettiva, quella dell’intera assemblea condominiale che ha votato la delibera.

Praticamente, sono devolute al giudice onorario tutte le controversie in materia di competenza dell’assemblea condominiale o del regolamento assembleare di condominio (art. 1138 cod. civ.), mentre vengono devolute al giudice togato le controversie che, pur essendo relative alle parti comuni, esulano dalla competenza dell’assemblea o dell’amministratore, quali possono essere le decisioni in materia di innovazioni vietate e quelle che investono la questione se una condotta sia o meno da ricomprendersi tra le facoltà previste all’articolo 1102 del Codice Civile.

Il criterio dell’efficienza della giustizia, dunque, vince ultimamente sul principio della “massima tutela” della proprietà, da qui l’attribuzione di maggiori competenze al giudice di pace.

Per ogni vostra richiesta, anche riguardo a queste tematiche, l’Associazione Consumatori Siciliani è pronta a rispondere e a difendervi:

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